ای پدر ما که در آسمانی !
پیرپائولو پازولینی
ترجمه ی مهدی فتوحی
ای پدر ما که در آسمانی !
من هرگز در زندگانی خویش مسخره نبوده ام
ولی همواره در چشمانم پرده ای از طنز داشته ام
ای پدر ما که در آسمانی !
اینک یکی از فرزندان تو بر زمین، که خود ، پدر است
او بر روی زمین است و از خود دفاع نمی کند
اگر تو او را سین جیم کنی حاضر است به تو پاسخ بگوید.
پرچانه است. مثل کسانی که تازه بدبختی ای بهشان رو کرده
و عادت کرده اند به سیه روزی
از قضا او نیازمند است به این گپ زدن
خیلی با تو گپ خواهد زد حتا اگر تو او را سین جیم هم نکنی
چقدر این تربیت خوب بی فایده است.
من یکبار هم در زندگی ام بی ادب نبوده ام.
فاصله ی قابل ملاحظه ای داشتم از اشیاء
و می توانستم سکوت کنم.
برای دفاع از خودم به جز ریشخند
سکوت را هم داشتم.
ای پدر ما که در آسمانی !
من پدر شده ام و رنگ خاکستری درختان پژمرده
و بی ثمر،
و رنگ خاکستری کسوف
با دستان تو
پیوسته از من دفاع کرده.
مرا از رسوایی رهانیده
از دادن قدرت گمشده ام به دیگران.
راستش، خدا!
من هرگز رسوایی به بار نیاورده ام.
خویشتنداری و تجربه ی خویشتنداریم مرا حمایت می کرد
و درست و حسابی مرا مضحک جلوه می داد
و ساکت و دست آخر نچسب. درست مثل پدرم.
حالا دیگر تو مرا رها کرده ای . ها ها .
خوب می دانم آن عصر نکبتی ، چه خوابی دیده ام.
من تو را خواب دیدم
و به همین دلیل است که زندگی ام دگرگون شده
خب حالا که تو را دارم با ترسم از ریشخند شدن چه کار؟
چشمان من
مثل دو چراغ مسخره و لخت
از برهوت و بدبختی ام شده اند
ای پدر ما که در آسمانی !
آخر تربیت خوب به چه دردم می خورد؟
با تو فک می زنم درست مثل یک پیرزن
یا یک کارگر بیچاره که از روستا می آید
و از حس چهار صناری که کاسب شده
احساس برهنگی می کند
و فورا ً آنها را به زنش می دهد
و به رغم شقیقه های خاکستری
و جوراب های گشاد و خاکستری افراد میانسال
باز هم مثل یک پسربچه می ماند.
فک می زنم با بی شرمی مردم فرودست
که برای تو عزیزند
خشنودی از این بابت؟
دردم را به تو اعتماد می کنم
و منتظر پاسخت می مانم. همین جا.
مثل یک گربه ی خوب بینوا
که منتظر ته مانده ی غذاست در زیر میز.
به تو نگاه می کنم. خیره به تو نگاه می کنم .
مثل یک بچه ی حیران و بی قرار.
آبرو. هاها!
ای پدر ما که در آسمانی !
دیگر آبرو به چه دردم می خورد و سرنوشتم
که انگار با تنم و با فاصله گیری ام
- تا مبادا به هیچ دلیلی از خودم حرفی بزنم -
یکی بود.
دیگر به چه دردم می خورد
این شخصیت اینقدر خوب
و به دور از رفتارهای ناسنجیده؟
Pier Paolo Pasolini
"Padre nostro che sei nei cieli" (da Affabulazione)
Padre nostro che sei nei Cieli,
io non sono mai stato ridicolo in tutta la vita.
Ho sempre avuto negli occhi un velo d'ironia.
Padre nostro che sei nei Cieli:
ecco un tuo figlio che, in terra, è padre...
È a terra, non si difende più...
Se tu lo interroghi, egli è pronto a risponderti.
È loquace. Come quelli che hanno appena avuto
una disgrazia e sono abituati alle disgrazie.
Anzi, ha bisogno, lui, di parlare:
tanto che ti parla anche se tu non lo interroghi.
Quanta inutile buona educazione!
Non sono mai stato maleducato una volta nella mia vita.
Avevo il tratto staccato dalle cose, e sapevo tacere.
Per difendermi, dopo l'ironia, avevo il silenzio.
Padre nostro che sei nei Cieli:
sono diventato padre, e il grigio degli alberi
sfioriti, e ormai senza frutti,
il grigio delle eclissi, per mano tua mi ha sempre difeso.
Mi ha difeso dallo scandalo, dal dare in pasto
agli altri il mio potere perduto.
Infatti, Dio, io non ho mai dato l'ombra di uno scandalo.
Ero protetto dal mio possedere e dall'esperienza
del possedere, che mi rendeva, appunto,
ironico, silenzioso e infine inattaccabile come mio padre.
Ora tu mi hai lasciato.
Ah, ah, lo so ben io cosa ho sognato
Quel maledetto pomeriggio! Ho sognato Te.
Ecco perché è cambiata la mia vita.
E allora, poiché Ti ho,
che me ne faccio della paura del ridicolo?
I miei occhi sono divenuti due buffi e nudi
lampioni del mio deserto e della mia miseria.
Padre nostro che sei nei Cieli!
Che me ne faccio della mia buona educazione?
Chiacchiererò con Te come una vecchia, o un povero
operaio che viene dalla campagna, reso quasi nudo
dalla coscienza dei quattro soldi che guadagna
e che dà subito alla moglie - restando, lui, squattrinato,
come un ragazzo, malgrado le sue tempie grigie
e i calzoni larghi e grigi delle persone anziane...
chiacchiererò con la mancanza di pudore
della gente inferiore, che Ti è tanto cara.
Sei contento? Ti confido il mio dolore;
e sto qui a aspettare la tua risposta
come un miserabile e buon gatto aspetta
gli avanzi, sotto il tavolo: Ti guardo, Ti guardo fisso,
come un bambino imbambolato e senza dignità.
La buona reputazione, ah, ah!
Padre nostro che sei nei Cieli,
cosa me ne faccio della buona reputazione, e del destino
- che sembrava tutt'uno col mio corpo e il mio tratto -
di non fare per nessuna ragione al mondo parlare di me?
Che me ne faccio di questa persona
cosi ben difesa contro gli imprevisti?